Il the preso sul balcone alle quattro di mattina, in una calda estate di fine luglio, ha tutto un altro sapore. Prendi il cucchiaino e posalo per terra, con i biscotti che sembrano sorridere verso le stelle immobili e annoiate.
Lecca il cucchiaino, come se fosse linfa vitale, strofina la tua bocca, devo sentirne il suono, contro qualcosa, o mi sembrerà di non averti vicino.
Devo guardarti, ingoiarti e ferirmi per sentirmi sazio.
Slegare i nodi dei capelli e sentire che di reale per ora c’è solo quello.
Abbiamo fame, forse di vita, abbiamo fame di ogni maledetto secondo che ci strappa la pelle.
Forse è questa la felicità. Sento che è così mentre bevi l’ultima goccia di the.
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