Cara amica
nella penombra di una camera scura e fredda luci accese e pensieri distinti nascosti tra gli scaffali, mentre fuori fa freddo e dove ognuno vive dei sogni altrui, rumori lontani e assordanti, fastidiosi, tacchi a spillo contro cemento scuro, passi svelti insieme alle luci, le labbra, la musica, evanescenza pungente come nebbia fresca montata a neve. Odori forti prostranti contro l’immobile meccanismo della vita che ancora una volta funziona a singhiozzi,
impercettibile
sfocata
farneticante
nell’assurdo delle contraddizioni illogiche che giocano a nascondino tenendosi per mano, parole che contano come granelli di sabbia al sole, fisse, inutili, inchiodate mentre urlano di dolore e sanguinano sorrisi, di tutta questa leggerezza non rimarrà anima viva all'infuori di te.
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