Sebbene l’orizzonte degli eventi sia schiavo dei giorni che passano senza tregua sulle nostre teste di acciaio che sbattono violentemente le une contro le altre la soluzione è urlare sommessamente davanti al precipizio buio che porta suoni mai sentiti prima odori e profumi che sanno di vita di morte, che esistono, realtà nella realtà e finzione senza fine sotto un abbraccio un applauso senza concetti preconfezionati imballati e spediti senza ricevuta e stupore sui nostri visi quando ai funerali si celebra sempre ciò che è stato e mai ciò che sarà, il nero come abisso e inferno sulle nostre spalle che urlano di dolore per tutto ciò che portiamo dietro invisibile e carico di carica esplosiva basta toccarci a vicenda per sentire e vedere in fondo,
in fondo a tutto ciò che copriamo, calpestiamo, maltrattiamo, odiamo e malediciamo, ma il cielo resta uguale nella sua freddezza e cecità
nudi sotto le nostre regole
nudi sotto le coperte nudi sotto la nostra pelle, nudi. Ho rivisto il mio alter ego camminare al mio fianco in una strada buia chiedeva di me, contro di me si scagliava con pietre e bestemmie e vomitava note di musica assordante pronunciando nomi a me sconosciuti e chiedendomi perdono per tutto ciò che era stato e mai sarà, sotto la terra, ancora qui la tua chitarra rossa piange e si lamenta dolcemente lasciandoci nei nostri abbracci mentre capiamo di svanire nel nulla per poi ritrovarci chissà quando senza comprendere, anche quando sotto la terra striscio e mi domando nonostante sia coperto e non respiro come mai riesco a piangere, nella notte rimango, solo, con i vostri pensieri a farmi compagnia non mi avrete mai io sono libero libero come il mare in tempesta gioioso triste come un pazzo in galera e riderò guardandovi ancora con amore e compassione perché nella notte le anime non chiedono sconti, non pretendono sguardi ne sorrisi,
incontriamoci ancora domani , nessuno lo saprà, anche se è troppo tardi.

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